11/05/2016, 22:46



Mia-madre


 



Qual è il nostro approccio quando gli eventi luttuosi ci travolgono?Ho visto Mia madre di Moretti. Si è verificato un curioso caso, e uno stato emotivo duplicava gli eventi narrati nel film. Anche mia madre morta da poco, anche lei insegnante e amante dei film di Moretti. Era come un vortice. Si è creato un labirinto di specchi dove il dolore rappresentato si perdeva in quello reale. Stanze di ospedale, bombole di ossigeno, infermieri che mettono aghi in corpi rinsecchiti. Nel film attori che si perdevano, dimenticavano la battute, cercando brandelli di realtà.E in tutto questo dolore,due genitori che insegnano a un’adolescente ad andare in motorino,con un’emozionante apertura di prospettiva verso il futuro.Le domande fondamentali sono alla fine poche e semplici. Dove va a finire tutta la nostra essenza? Riusciamo a essere un po’ distaccati? Essere attori e stare a un passo dal nostro personaggio.Si vaga tra tracce di vita. Appunti di una spesa non fatta, un foglietto in un libro mai finito, un appunto per un viaggio da fare.Uno scontro continuo tranrazionalità e istinto, voglia di decifrare e consapevolezza dell’impossibilità di farlo.Si cerca una traccia per decifrare un codice arcano, ma poi alla fine tutto è terribilmente semplice. Fare quella spesa, finire quel libro e fare quel viaggio.


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